Rapporti personali tra coniugi.

La Costituzione sancisce l’uguaglianza morale e materiale tra i coniugi, anche se la previsione costituzionale ha trovato piena attuazione solo con la riforma del 1975, mentre la disciplina previgente proponeva un modello di famiglia fondato sulla supremazia del marito.
Al marito, in qualità di capo famiglia, spettavano le scelte decisionali, compresa la potestà sui figli. Con la riforma del 1975si é assicurata l’attuazione all’uguaglianza coniugale, secondo la quale con il matrimonio i coniugi acquisiscono i medesimi diritti e vengono investiti degli stessi doveri.

 

I doveri coniugali

I doveri coniugali delineano il modello di vita caratterizzante il matrimonio. I coniugi sono tenuti ad attuare: fedeltà,assistenza morale e materiale,collaborazione nell’interesse della famiglia,coabitazione,contribuzione al bisogno familiare.Il dovere di fedeltà vincola ciascun coniuge a creare un rapporto affettivo esclusivocon l’altro, funzionale alla realizzazione dell’unità familiare, in un impegno di non tradire il rapporto di dedizione fisica e spirituale tra i coniugi. L’assistenza morale e spiritualesta ad indicare il reciproco sostegnoche i coniugi si devono sotto il profilo spirituale ed economico per il soddisfacimento dei reciproci interessi. Ciascuno sposo è tenuto a rispettare la personalità dell’altro, favorendone la realizzazione delle inclinazioni. In virtù dell’assistenza materiale,il coniuge deve cooperare al soddisfacimento delle esigenze di vita dell’altro,sia con il proprio fattivo intervento sia con mezzi economici necessari. La riforma del 1975 introduce il dovere di collaborazione,che può riassumersi nella tensione a realizzare la comunione della vitae il soddisfacimento dei bisogni della famigliaattraverso il proprio fattivo comportamento.In base al dovere di coabitazionei coniugi sono tenuti a convivere sotto lo stesso tetto per condividerele medesime esperienze di vita e a non sottrarsi alla normale vita sessuale di coppia.

 

Indirizzo di vita e governo della famiglia

Entrambi i coniugi hanno il potere di adottare le decisioni familiari, alcune congiuntamente, altre disgiuntamente. Deve essere concordata la scelta dellindirizzo di vitae la fissazione della residenza familiare. A ciascun coniuge spetta il potere di dare attuazione all’indirizzo di vita concordato, questo in termini solidali, altrimenti l’attuazione dell’accordo finirebbe dal dipendere dalla volontà del coniuge provvisto di mezzi, creando una sperequazione in seno alla coppia.

 

Rapporti patrimoniali tra coniugi.

I regimi patrimoniali tra coniugi sono regolamentati da un ordinamento che prende il nome di regimi convenzionali. In mancanza di accordo la scelta viene compiuta direttamente dalla legge con il regime legale. Ossia quello della comunione dei beni. Comunione legalee separazione dei benisono regimi coniugali generali, atti a disciplinare tutti i rapporti patrimoniali degli sposi. La separazione dei beni costituisce regime universale e comprende tutte le ricchezze dei coniugi.

 

Le convenzioni matrimoniali.

Le convenzioni matrimoniali possono essere stipulate sia antecedentementesia successivamentela celebrazione del matrimonio. Parti dell’accordo debbono necessariamente essere i coniugi, la forma richiesta per la validità è comunemente l’atto pubblico,volta a mettere terzi in condizione di conoscere le scelte compiute dai coniugi.

 

La separazione dei beni.

In virtù di separazione dei beni,ciascun coniuge è titolare di tutti i diritti sui propri beni acquisiti precedentemente e successivamente al matrimonio,senza limiti particolari, nel rispetto del dovere di contribuzione ai diritti familiari. Esiste la possibilità che il coniuge goda di beni appartenenti all’altro per il fatti che questi si trovino nella casa coniugale e questo può creare problemi nel caso in cui sorgano controversie sulla titolarità degli stessi. Per tale ragione l’art. 219 c.c. consente al coniuge di dimostrare con ogni mezzo la titolarità esclusiva di un bene.

 

La comunione legale.

Normalmente gli sposi non predispongono un regolamento del loro rapporto patrimoniale. Una percentuale non irrilevante di coppie è sottoposto alla comunione legale. Caratteristica della medesima è la contitolarità dei coniugi e la cogestione del patrimonio con uguaglianza di poterie ciascun coniuge non può disporre della propria quota di beni. La comunione legale trova fondamento nell’esigenza di dare attuazione in maniera più profonda alla causa del matrimonio, realizzando una comunione di vita fra gli sposi anche sotto il profilo patrimoniale. La comunione non ha carattere universale, cioè non comprende tutti i beni appartenenti ai coniugi, rimangono esclusi i beni di uso strettamente personalee i beni occorrenti per esercitare l’attività lavorativa.

 

Scioglimento.

Per scioglimento della comunione legale s’intende l’estinzione del regime, con conseguente caduta in comunione ordinariadei beni in esso compresi. Le cause di scioglimento si distinguono in:
convenzionali, quando di comune accordo, i coniugi decidono di adottare per il futuro il regime di separazione dei beni;
legali(morte, annullamento del matrimonio, separazione giudiziale e cessazione dei diritti civili del matrimonio);
giudiziali, (annullamento del matrimonio, interdizione, disordine negli affari, cattiva amministrazione del patrimonio).

 

Responsabilità verso i creditori.

Ciascun coniuge risponde sia col patrimonio personale, sia con la propria quota di beni in comunione legale delle obbligazioni da lui contratte ai creditori personali e ai creditori della comunione legale. I creditori personalipossono aggredire innanzitutto l’intero patrimonio personaledel coniuge debitore e, dopo averlo esaurito, la quota in comunione legale dei beni.

 

La risoluzione del disaccordo tra i coniugi.

Spetta al giudiceil compito di risolvere il disaccordo tra i coniugi. Un coniuge, senza formalità particolari, può richiedere un intervento meramente conciliativo. Questi, secondo la norma, sentite le ragioni di ciascun coniuge, tenta di di concordare una soluzione, anche nell’interesse dei figli. La decisione giudiziale è vincolante e ilcomportamento del coniuge che non la rispetta è rilevante ai fini dell’addebito nella separazione qualora si crei una situazione di intollerabilità della convivenza. Giudice competente è il Tribunale in composizione monocratica del luogo di residenza comune.

 

Separazione.

La separazione costituisce un rimedio che nonscioglie il vincolo del matrimonio, ma ne attenua gli effetti. Il periodo di separazione può costituire un momento di pausa e riflessionevolto a facilitare il superamento dei contrasti emersi e può concludersi con la ripresa della convivenza coniugale, ma può anche rappresentare la soluzione definitiva della crisi e consentire ai coniugi di prendere coscienza dell’irreversibilità del divorzio. Il rapporto coniugale subisce evidenti modifiche collegate all’interruzione della convivenza, ma i doveri dei coniugi non vengono del tutto meno. L’ordinamento contempla due forme di separazione: giudizialeo consensuale.

 

Effetti della separazione sui rapporti personali tra coniugi.

La separazione legale produce rilevanti mutamenti dei rapporti personali tra coniugi e fra genitori e figli. L’interpretazione più radicale ne afferma la totale estinzione, in realtà senza riserve cessa il dovere di coabitazione. Il dovere di collaborazione rimane comunque in vita se vi sono figli minori,così come il dovere di assistenza morale. Per quanto riguarda il dovere di fedeltà,se ne individua la violazione solo in comportamenti gravemente lesivi e offensivi dell’onore e della dignità dell’altro coniuge.

 

Gli effetti della separazione sui rapporti patrimoniali.

La separazione non estingue il dovere reciproco degli sposi all’assistenza materiale. Il giudice può disporre un assegno alimentarese un coniuge si trova in stato di bisogno, ovvero non riesce a mantenere il tenore di vita matrimoniale.

 

Gli effetti della crisi di coppia rispetto ai figli.

In seguito all’interruzione della convivenza tra i coniugi sorge l’esigenza di procedere all’affidamento della prole minorenne e alla modalità di mantenimento dei figli. Il criterio di procedere all’affidamento è unicamente quello di tutelare l’interesse della prole. Viene privilegiata la possibilità di disporre l’affidamento ad entrambi i genitori, il cosiddetto affidamento condiviso,ossia entrambi i genitori si assumono la cura di una comune linea educativa per la prole.Va sottolineato che l’esercizio delle responsabilità genitoriali non subisce modifiche rispetto alle regoli vigenti durante la convivenza coniugale. I genitorirestano inderogabilmente obbligati al mantenimento dei figli, anche se maggiorenni, qualora non abbiano raggiunto l’indipendenza economica.

 

Abitazione della casa familiare.

Casa familiare è considerato l’immobile che ha costituito il centro di aggregazione della famiglia. Nel caso di crisi della coppia il diritto di abitazione può essere attribuito per accordo dei coniugi o con pronuncia del giudice, sempre nell’interesse dei figli.

 

La costituzione di un nuovo nucleo familiare.

Qualora si costituisca un nuovo nucleo familiare occorre verificare in che modo si tengano i rapporti tra quest’ultimo e il nucleo familiare precedente. La seconda famiglia viene denominata famiglia ricomposta e il nuovo genitore viene definito genitore sociale, superando la vena dispregiativa dei precedenti patrigno e matrigna.

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